In Sicilia Blog

Buon giorno cari lettori, rieccoci dopo una pausa con un nuovo post dedicato al nostro cinetour alla scoperta delle location siciliane apparse sui grandi schermi. Il caldo si fa sempre più incalzante e noi fatichiamo non poco a rimanere a casa tra condizionatori d’aria e ventilatori posizionati in modo strategico…allora vi vogliamo proporre un bel gioco (sperando di dimenticare sto caldo); pronti?! Bene! Chiudete gli occhi e provate a tornare indietro nel tempo, ripercorrete le pagine di storia che sempre abbiamo studiato (amaramente), torniamo e fermiamoci alla metà del 1800 (forse ci servirebbe la Delorean di Ritorno al Futuro per fare questi esperimenti, ma ci facciamo bastare la nostra fantasia) adesso immaginiamoci la bellissima nobiltà che gira in sfarzosi saloni, con abiti giganteschi e con un motivetto di valzer pronto a partire da un momento all’altro… la scena vi risulta familiare? Bhe certo è il grande valzer del film Il Gattopardo tema centrale del cinetour di oggi.

Film del 1963 diretto da Luchino Visconti è tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lambedusa. Forse uno dei film più apprezzati nello scenario siciliano, racconta il periodo di transizione e di decadenza dell’aristocrazia (dopo lo sbarco di Garibaldi) e l’ascesa di una nuova classe sociale. Don Fabrizio di Salina, interpretato da Burt Launcaster, assisterà a tutto questo, vedendo la fine della propria classe sociale accompagnato dal nipote Tancredi, interpretato da grande Alain Delon, che avendo partecipato alla spedizione garibaldina cerca di trarne un vantaggio per se e per la propria famiglia. Don Fabrizio ne approfitterà per recarsi nella sua dimora estiva a Donna Fugata ma troverà come sindaco della città Calogero Sedara (interpretato da Paolo Stoppa) un borghese che se ben rozzo e poco istruito ne ha approfittato dei cambiamenti sociali per fare carriera in politica. Insomma un cambiamento sociale che non ha più scampo, una rivoluzione che partendo dal basso cerca di riscattare non più il titolo ma la capacità di industriarsi e mettersi in gioco. Memorabile sarà infatti la scena del ballo dove Don Fabrizio, prendendo atto dei cambiamenti inevitabili, cercherà di fare il punto della situazione attraverso una sofferta verifica della sua vita.

Ovviamente la maggior parte delle scene sono state girate qui in Sicilia, e più precisamente nella provincia di Palermo. Troviamo infatti piazza Rivoluzione, piazza della Vittoria, piazza San Giovanni Decollato dove per l’occasione l’asfalto è stato ricoperto di terra battuta sostituendo le moderne saracinesche con persiane e tende. La residenza di Don Fabrizio è stata ricreata nella bellissima villa Boscogrande dimora settecentesca della Piana dei Colli; mentre nel paese di Ciminna è stato ricostruito il paese di Donnafugata, mentre lo stesso Castello di Donnafugata, arredato pochi giorni prima delle riprese, ospiterà la residenza estiva della famiglia Salina. Durante la scena del lungo viaggio ammiriamo i paesaggi della Piana degli Albanesi ed in fine il grande ballo fu invece girato tra i saloni di Palazzo Gangi con le coreografie di Alberto Testa.

Io ammetto d’aver visto questo film troppo tardi e, sebbene la mia critica alle trasposizioni dei romanzi solitamente è molto pesante, vedere le diverse location che si susseguono durante la proiezione rendono il tutto più gradevole (sarà perché so che sto vedendo luoghi siciliani).

Voi avete visto il film? Cosa ne pensate? Fateci sapere, poi toglietevi i vostri vestiti nobiliari da gran ballo di sala, mettetevi il costume e tutti pronti per un gran tuffo, poco nobiliare ma molto refrigerante.

Buona visione a tutti

 

di Mario Giardina

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