In Sicilia Blog

(foto di Mario Giardina)

Buon giorno a tutti cari lettori, continua la nostra settimana dedicata all’Infiorata di Noto, così come continuano i preparativi per andare a sbirciare venerdì 18, insieme ad una delegazione di travel blogger, i retroscena della manifestazione (mi raccomando non dimenticate di seguirci con l’hashtag #infioratadinoto). Oggi però vogliamo raccontarvi dell’ intero Val di Noto ed il barocco che lo ha reso celebre.

Iniziamo col dirvi che l’identificazione Val di Noto non è certo recente, anzi alcuni studi dimostrano che potrebbe risalire durante il periodo di Ruggero II nel 1130. La sua costituzione serviva per lo più ad adempiere ai vari compiti amministrativi locali come ad esempio la giustizia o la riscossione delle tasse, insomma una prima visione della provincia. La sua estensione arrivava a comprendere Catania dalla parte settentrionale ed il fiume salso dalla parte occidentale; questa grande superficie (immaginiamola come uno spicchio della Sicilia comprendente Capo Passero) dette non pochi grattacapi ai vari amministratori e regnanti che la gestirono. L’allora Val di Noto comprendeva l’attuale provincia di Siracusa e Ragusa, parte della provincia di Enna e Caltanissetta e alcuni territori che oggi rientrano nella provincia di Catania, quest’ultima, molto contesa, era a sua volta inserita per una piccola parte nel Val di Noto, mentre la restante invece apparteneva a Val Demone.

Oggi la storia di questo territorio è invece ricordata a causa del terremoto del 1693, chiamato appunto Terremoto del Val di Noto, che ha portato l’intera ricostruzione dei paesi distrutti in stile tardo barocco. La belezza e l’unicità di questi posti hanno permesso all’Unesco di riconoscere Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Modica, Scicli, Caltagirone, MIlitello in val di Catania e Catania patrimonio dell’umanità.

Consigli Utili per la Visita di queste località

Vi servono: soltanto un paio di scarpe comode, una macchina fotografica qualsiasi (le foto verranno comunque belle grazie alle location che immortalerete), un autista o un qualsiasi mezzo che vi accompagni. Arrivati in loco io consiglio la classica (ma ultimamente poco apprezzata) passeggiata, scoprendo veramente questi noti centri storici così da poter assaporare ogni piccolo particolare; chiedete in giro, ai passanti che abitano il territorio, saranno lieti d’indicarvi la strada e, come piccoli ciceroni, raccontarvi qualche particolare storico locale.

Insomma signori, serve veramente poco per visitare questi posti, ma tranquilli sono sicuro che ne rimarrete affascinati. Per tutti gli ospiti di Castello San Marco non esitate a chiedere ai ragazzi della reception, saranno lieti d’organizzarvi le escursioni secondo le vostre esigenze.

Per oggi, ma solo per oggi, penso che possa bastare, per tutto il resto ci vediamo venerdì a Noto

Buona Giornata

di Mario Giardina

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