In Sicilia Blog

Buon giorno a tutti cari lettori, il giovedì per me è sempre un buon giorno, perché inizio a pensare a cosa fare durante il fine settimana e non vi nascondo che questa volta voglio proprio andare all’Isola Bella.

Ricordo ancora la sveglia presto di mia madre, quando da bambino mi portavano in questo meraviglioso posto, preparando pranzo a sacco, ombrellone e cappelli per difenderci dal sole e le classiche scarpine di gomma per non farci male ai piedi, visto il litorale ciottoloso. Costeggiando infatti la statale 114 (o imboccando dall’autostrada l’uscita per Taormina) raggiungere il posto è veramente facile, il bello era invece vedere mio padre caricato come un mulo (tra ombrellone, borsa da spiaggia con i teli, zainetto per il pranzo e busta con i miei giocatoli) ed io invece che scendevo gli scalini (che puntualmente iniziavo a contare ma finivo sempre per perdere il conto) così da poter raggiungere la spiaggia. La sveglia presto non era un semplice capriccio dei miei genitori, in quanto il litorale ristringeva le sue dimensioni vista la grande affluenza di turisti e bagnanti e l’incalzare sempre più repentino dello spazio privato occupato da ristoranti e lidi. Trovato (ed occupato) il posto ci si preparava per fare il bagno, solite raccomandazioni (troppo lunghe e noiose da ascoltare e ricordare), un po’ d’esitazione per la temperatura dell’acqua e poi via.. Un tuffo nel mare cristallino della baita. Fatto un po’ di entra ed esci e dopo aver bagnato qualche passante (possibilmente straniero), mia madre mi chiedeva di asciugarmi sotto l’ombrellone ed, al fine di tenermi seduto per un po’, iniziava a raccontarmi la storia dell’Isola Bella, del sindanco di Taormina Cacciola che costruì l’abitazione ed importò piante che solitamente non troviamo crescere spontaneamente nella vegetazione siciliana. Precisava, che la famiglia Bosurgi, che acquistò in seguito l’Isola Bella, quando cadde in bancarotta si trovò costretta a mettere tutto all’asta. La regione Sicilia, nel 1984, la dichiarò Monumento d’Interesse Storico e Culturale ed in seguito, nel 1990, l’assessorato ai beni culturali l’acquistò trasformandola in riserva naturale nel 1998 gestita dal WWF.

Certo io dopo i primi 5 minuti di racconto crollavo in un sonno profondo ed al mio risveglio, ormai sazio del tempo perso, mi ributtavo in acqua per non uscirne più. Verso il tramonto raccattavamo tutte le nostre cose e mentre alle nostre spalle il mare s’ingrossava, coprendo così la piccola battigia di giunzione con l’isolotto e trasformandola in una vera e propria isola, mio padre, caricato come all’andata, si iniziava a preoccupare al pensiero della strada del ritorno.

Che ricordi!! Oggi l’isolotto dovrebbe essere visitabile e spesso trovate pescatori che con le loro barche vi fanno fare un giro dell’isola. Insomma signori, un posto da dover visitare a qualunque costo, e se non sapete da dove iniziare chiedete consiglio al nostro direttore, in quanto lui lì è veramente di casa..

Buona Giornata

 

di Mario Giardina

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