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Buon giorno cari lettori e ben ritrovati ad un nuovo post dedicato al cinema ed ai suoi set siciliani; il Taormina Film Fest si avvicina e noi ci prepariamo ripassando alcune vecchie pellicole. Quest’oggi non ci limiteremo solo al grande schermo ma anche alla letteratura che è stata sin da sempre protagonista della nostra terra. Il nostro tour prosegue per Vizzini andando a visitare i luoghi dove il grande Giovanni Verga ambientò alcune delle sue storie ed inseguito diversi registi, aprofittando della bellezza architettonica dell’ambiente cittadino, lo hanno trasformato in location per le loro riprese. Vizzini (paese in provinci di Catania, passato Lentini,  che possiamo facilmente raggiungere percorrendo la ss 194 in direzione Modica) è un paese che il nostro amato Giovanni Verga ha ritratto spesso nelle sue opere probabilmente grazie alla produzione contadina e pastorizia che caratterizzava la semplicità del paese. Tra le più importanti oggi vogliamo ricordare La Lupa, novella conclusiva della raccolta Vita dei Campi, dove racconta la storia di una bellissima donna che riesce a sedurre tutti gli uomini del paese, grazie al suo fascino, compreso il prete; e sarà proprio grazie a questa dote che il paese chiamerà la bella Gna’Pina con il nome Lupa, inquanto, parafrasando l’autore, non era mai sazia. La storia s’infittisce quando la gna’Pina seduce anche il giovane marito delle figlia, portando questi due alla disperazione. Sebbene la novella del Verga non è lunga più di quattro pagine, la regia di Gabriele Lavia è riuscita a tirar fuori, nel 1996, un lungometraggio che rimarrà nella storia. Ad interpretare l’opera troviamo Monica Guerritore che veste i panni della Lupa, un giovane Raoul Bova che interpreta invece Nanni Lasca (genero della Lupa), Alessia Fugardi invece recita la parte di Maricchi (figlia della Gna’Pina), e non possiamo dimenticare il cammeo di Michele Placido che veste i panni di Malerba (popolano sedotto dalla Lupa). Certo, girando per le strade di Vizzini non riusciamo più a vedere carretti e muli, oggi le auto la fanno da padrone (per quanto sia difficile, ed alle volte impossibile, percorrere con le macchine quei viali stretti), ma le case e la conformazione del paese rimangono invariati lasciando quella magia che solo in pochi posti si trova. Percorrendo alcune delle strade interne si può facilmente imbattersi in cortili curati con fiori e piante dalle donne che ancora oggi vi vivono e possibilmente, scambiare qualche piacevole parola, potrete scoprire alcune chicche che neanche le migliori guide Michelin riportano. La trasposizione cinematografica di Lavia non è stata la prima dell’opera verghiana, nel 1953 infatti già Alberto Lattuada ne aveva girato una in bianco e nero.

Certo, se parliamo di Vizzini non possiamo non citare, sempre di Verga, Cavalleria Rusticana, portata in auge anche grazia alla celebre opera lirica di Mascagni. Questa invece è la storia di Cumpari Turiddu che, innamorato della ormai sposata Lola, si ritroverà coinvolto in un duello con Cumpari Alfio marito della sua amata. La storia è riuscita a fare il giro del mondo e spesso è identificata (dopo I Malavoglia s’intende) quella che più rappresenta il verismo verghiano. Anche questa è stata trasformata in pellicola e non poche volte, tra i registi più celebri ricordiamo la trasposizione di Liliana Cavani nel 1996 e quella invece del maestro Franco Zeffirelli nel 1982 quest’ultima basata anche sull’opera musicale di Pietro Mascagni con protagonista il celebre tenore spagnolo José Plácido Domingo Embil che interpreta brillantemente il ruolo di Turiddu.

Girando per i vicoli del paese potete trovare, non solo i luoghi del film, ma anche le ipotetiche case (inquanto la storia è frutto della fantasia dell’autore) dei protagonisti; ed è bellissimo passeggiare ed imbattersi nella casa di Lola o di Santuzza (che amava follemente Turiddu) o ancora incontrare la bottega di Gna Nunzia (madre del protagonista).

Il comune ha anche allestito un museo che ha infatti chiamato Immaginario Verghiano dove potete trovare foto dell’autore, alcuni dei suoi cimeli e una discreta raccolta di diversi scatti fatti durante le varie riprese cinematografiche.

Cosa aggiungere di più al nostro post di oggi? Credo che solo questo possa bastare per prendere la macchina, infilarci dentro la vostra famiglia (anche di peso) e dirigervi verso Vizzini scoprendo così quel paese che, grazie al cinema ed alla letteratura, rimarrà nella storia.

 

di Mario Giardina

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